Ok… ci siamo. Il natale è davvero alle porte, e quest’anno si tratta di un natale davvero atipico. Per la città ci sono alberi di natale ovunque con tutti i suoi vari accessori… il fruttivendolo vende angurie, albicocche, pesche, prugne… i classici frutti accompagnati dal sole… che strano! Per la prima volta non passerò il Natale nella mia famiglia anche se ho trovato una famiglia qui che mi ha momentaneamente adottato. Sono in una casa di campagna… il sole, un prato, un’amaca e un’atmosfera assolutamente naturale… la radio canta e tutto scorre… mi sembra l’inizio di un nuovo capitolo, il primo però di un nuovo libro che aspetta di essere scritto… intanto, a tratti, mi ritrovo a sfogliare le pagine della mia vita fino a qui… quando sei lontanto ti sembra di vedere le cose da una distanza tale da fartele vedere, paradossalmente, più da vicino… e questo mi permette di dare un valore nuovo a tutti quei natali passati nella mia famiglia… mia madre che cucina tutto il giorno come se stesse per partorire la creazione più bella del mondo, mio padre che torna all’ora di pranzo con quella sua solita faccia che ti fa sorridere e dire “wembà!”, mio fratello ed io che puntualmente veniamo svegliati da qualche cugino più mattiniero di noi, e via a fare colazione con il pranzo di Natale… per non parlare di quell’attesa infinita delle mie due cugine, Gianna e Mally… Zia Lucia che dice “chiama Mally, vedi dove sta?! Falla venire”… che bello! Mi manca tutto questo, ma allo stesso tempo questa mia momentanea assenza mi fa sentire più vicino a tutto questo e me lo fa apprezzare di più… con il cuore sono là… così come con la mia amata “casa famiglia” che è sempre con me… la mia forza e il mio coraggio…
Che dire?… Buon Natale a tutti quelli che fanno parte della mia vita… di cuore.
Lucrezia
martedì 23 dicembre 2008
venerdì 12 dicembre 2008
Viernes a la noche...
Venerdì sera... e una camera diventa un mondo... non serve tanto... due persone si incontrano e cominciamo semplicemente a parlare... sullo sfondo la foto di un desktop dove un pagliaccio e una ragazza stanno per darsi un bacio in una piazza di Roma... la foto un po' ritoccata da l'idea di trasformare i san pietrini in un mare che li lascia abbanonarsi al momento... al lato una trombetta, una nota divertita in grado di strappare un sorriso... intanto penso che non ci si incontra mai per caso... le persone si avvicinano perchè respirano in modo simile... e il respiro da una certa tonalità alla luce degli occhi, al colore della pelle, all'intensità di uno sguardo così come di un sorriso... e il dolore, dal canto suo, nella sua versione più pura crea una certa "armonia" in questa musica del respiro... un po' come unire con una linea le note di uno spartito creando come un'onda... la mia onda questa notte è stata armonica come il suono del mare quando ti accompagna regalandoti una tranquillità assolutamente naturale... il letto si trasforma in una barca... come quella dei pescatori che vanno un po' al largo a pescare... noi cercavamo di pescare un senso... il proprio... ognuno ce l'ha... e per me è lì, nella pancia... come un insieme di tante pitture colorate che giocano unite tra loro... intanto crescono e quando sono belle dense e piene spingono per uscire e dare un colore unico e speciale alle pareti che incontra... fare emergere i propri colori... ho sempre avuto, fin da bambina, quella sensazione di inseguire la libertà... e mi sono ritrovata in questi mesi a Buenos Aires, mentre camminavo per la strada con una valanga di rumori e cascate di persone che mi scorrevano accanto, a chiedermi cosa fosse la "libertà"... per quanto mi sforzassi non riuscivo a trovare una risposta... mi passavano per la mente un sacco di cose, tra l'altro pensavo che avrei voluto scrivere un post su questo... giorni e giorni, camminate, pensieri... e niente... mi sembrava di non venirne a capo... pensavo inizialmente che forse non esisteva perchè siamo in un mondo troppo vincolato dal denaro... ma non sono riuscita ad accontentarmi di questa risposta... poi ho cominciato a pensare di poterla trovare nella musica, in particolare nei musicisti... anche questa, però, non mi andava bene, perchè la musica paradossalmente può diventare una schiavitù e alla meglio regalarti una illusione di libertà... intanto continuavo a camminare e a pensare... e mi è venuta in mente una frase di una tipa che una volta, in un gruppo di teatroterapia, mi ha detto "la libertà è uno stato d'animo"... ok, mi piace, ci sono vicina... ma sempre sentivo che mi mancava qualcosa... "ma come ci arrivo a questo stato d'animo?"... (-è per questo che sono sbadata, quando sembro assente è che sto pensando a tutte queste cose -) ... credo di averla pescata una risposta oggi...
... fare emergere i propri colori... è lei, mi piace!
Grazie Amalia...
... fare emergere i propri colori... è lei, mi piace!
Grazie Amalia...
sabato 29 novembre 2008
Viaje al Norte argentino
Difficile descrivere tutto quello che può accompagnare un viaggio... però adesso qui sono le dodici di sera ed una leggera pioggia accompagna la mia voglia di raccogliere un po' i miei pensieri su questo viaggio al Nord dell'Argentina terminato solo da qualche giorno... intanto mi chiedo da dove cominciare... e la prima cosa che mi affiora alla mente sono le mie compagne di viaggio spagnole! Olalla, Diana e Carmen... "buena onda" si dice da ste parti per rendere l'idea di una situazione ok dove tutto scorre senza problemi... proprio come immagino possa essere una buona onda per un serfista! Anche qui vale, avviamente, la legge dell'istinto che ti guida nella scelta di coloro che un giorno saranno un bel ricordo da raccontare... fondamentale per me essere circondata da persone con cui posso stare "nel e con il mio silenzio" senza però sentirmi sola... in autobus verso Tucuman l'ho vissuta molto questa sensazione... mentre lo sfondo a questo mio silenzio interiore era semplicemente un cielo che sfumava, attraverso un sottile e delicato tramonto, nella notte... intanto mi ricordavo come da bambina, quando andavo in macchina, rimanessi letteralmente affascinata dall'impressione della costanza del cielo nell'accompagnarmi assieme alla mutevolezza del paesaggio che cambiava ad una velocità tale da insegnarmi vividamente il senso del tempo che scorre... mi immaginavo così come sarei stata nelle varie tappe della mia vita... così che mi ritrovavo con l'immagine di quella bambina che pensava a come sarebbe diventata... "sono sulla strada giusta" mi sono detta, come quella che mi stava portando verso luoghi sconosciuti con la certezza tuttavia che, in qualche modo, avrebbero lasciato un segno... cado in un sonno profondo svegliandomi il mattino seguente con un sole allegro che mi regalava il primo sorriso della giornata... assolutamente dentro il mio viaggio... nel corso dei giorni varie persone hanno caratterizzato quest'avventura... ovviamente insieme a dei paesaggi straordinari in grado di parlarti dentro... una persona in particolare però mi è rimasta impressa nella mente... allora... eravamo a visitare Quebrada de las Conchas (vicino Cafayate)*, entriamo in una specie di grotta... dentro due uomini e un ragazzino suonavano e cantavano una musica assolutamente in sintonia con il contesto... montagne, rocce, vento, sole, silenzio, natura e ancora natura... mi siedo al centro di questo spazio e ascolto guardando soprattutto un signore che canta e suona la chitarra... mi emoziono e ci guardiamo... non resisto e mi vado a comprare il cd... Gerardo (così si chiama) mi abbraccia e con un sorriso fantastico, vivace e con pochi denti mi dice "la mi reina, te quiero mucho"... lo ringrazio e raggiungo le mie compagne ormai fuori dalla grotta... a questo punto rimaniamo sole, e ci sediamo per terra in attesa dell'ennesimo autobus, con i nostri zaini... alle nostre spalle un albero, al centro una strada che non lasciava intravedere il suo inizio e la sua fine, e di fronte i miei colori preferiti... l'arancione dentro il viola, con un po' di azzurro, e di blue... un tramonto che mi accarezzava... e poi arriva lui che si avvicina pian piano, quasi rispettoso dei nostri tempi nel capire se lo volevamo o meno nel nostro cerchio... ci sorridiamo... a quel punto la curiosità di parlarci era troppo più forte della paura di un estraneo... un uomo con la barba, sui 60 anni portati male, con qualche moscerino che gironzolava intorno al suo viso... con delle rughe e degli occhi che parlavano di una vita incredibile, piena, difficile e sofferta ma che tuttavia avevano un loro equilibrio trasmettendo un eco di pace faticosamente conquistata... gli offro una mela (è troppo carina questa immagine della mela!) che non ha mangiato subito dicendomi che l'avrebbe tenuta fuori nella notte così che avrebbe potuto gustarla fresca il giorno dopo... arriva il nostro autobus... e Gerardo, con la sua chitarra sulle spalle che sembra essere la sua compagna più fidata, torna sulla sua strada verso la sua casa circondata da montagne... lo guardo l'ultima volta dal finestrino... e rimango per un po' immaginando questa mela che si rinfesca durante la notte...
*Vd Google Immagini se ti interessa, che non c'ho voglia di entrare nei dettagli, anche perchè è tardi!
*Vd Google Immagini se ti interessa, che non c'ho voglia di entrare nei dettagli, anche perchè è tardi!
sabato 15 novembre 2008
Esta puedo solo cuentarla!
Questa posso solo raccontarla... Giovedì poco prima di uscire di casa (alle 6.30pm) ho guardato la mia macchina fotografica e mi sono detta "non la prendo, tanto non mi serve... vado al gruppo e torno subito a casa"... finito il gruppo circa alle h.23.00 una mia amica mi chiede di raggiungere un suo amico in un posto di cui non ne ho la più pallida idea... un posto, devo dire, molto particolare con dentro un piano e una chitarra per cui se ti gira la vena creativa puoi prendere e iniziare a suonare... insomma puoi fare un po' come cazzo ti pare... così verso la fine della serata e verso l'ennesima birra un tipo comincia a suonare... lo guardo e lui si avvicina cantando "Yo soy un loco que se diò cuenta que el tiempo es muy poco"... Ivan si chiama... chiudiamo letteralmente il locale... mentre la mia amica prende il suo taxi io ero un po' impaurita nell'attesa che ne sbucasse un altro su questa strada dove eravamo che era abbastanza isolata... dall'altro lato, a qualche metro di distanza, c'era Ivan alle prese con la sua bicicletta... ah ah ah... lo chiamo e gli chiedo di aspettare con me giusto il tempo di aspettare il mio taxi... ah ah ah... a questo punto la domanda è: Se uno ti propone di tornare in bicicletta con lui, attraversando mezza Buenos Aires, si può rifiutare??? No... decisamente questa non potevo perdermela... allora eccomi sulla sua bicicletta, seduta con le gambe da un lato davanti a sto cristiano, in piena notte attraverso delle strade per me assolutamente sconosciute... ho rosicato per la macchina fotografica che non avevo... così che questa piccola e speciale parte della pellicola della mia vita posso solo raccontarla e scriverla... ho passato una delle ore più belle e originali del mio tempo... un'ora in bici con una persona che non conosci crea, per la peculiarità della situazione, un'atmosfera molto intima... in questi casi la fiducia non c'è da conquistarla... c'è solo da sentirla... con quelle antenne un po' speciali che tutti abbiamo che ti fanno capire in meno di un secondo se una persona va bene o no... niente mezze misure... allora intanto che il povero Ivan pedalava per tutti e due, mentre io me la spassavo godendomi il panorama che lentamente cambiava il suo sfondo, abbiamo parlato anche di questo, ovvero della fiducia che dai ad una persona sulla base del tuo solo istinto... che situazione surreale se ci penso! Che bello che è stato...
Ps. alla fine il tipo c'ha anche un po' provato... ma poverino se n'è andato chissà forse pensando che aveva pedalato invano! ah ah ah... penso però che il tutto sia stato un po' magico anche per lui...
Ps. alla fine il tipo c'ha anche un po' provato... ma poverino se n'è andato chissà forse pensando che aveva pedalato invano! ah ah ah... penso però che il tutto sia stato un po' magico anche per lui...
domenica 26 ottobre 2008
La mi alma està con las ventanas abiertas
Bene, è passato poco più di un mese dal mio arrivo in questa incredibile esperienza... ed è un po' come se avessi un mazzo di chiavi... ogni chiave rappresenta una sua possibile chiave di lettura con la relativa interpretazione... fatto sta che il portachiavi è uno solo... mi sembra incredibile, a pensarci, come ogni chiave sia in grado di aprire una porta... e come ogni porta porti con se universi nuovi e da scoprire... conosco una persona ed è come avere di fronte una matrioska... con altri contenuti, altre storie, altre persone con cui inevitabilmente ed indirettamente vengo a contatto... e tutto sembra assumere un senso all'interno dello stesso portachiavi... mi immagino la faccia di chi legge intenta a comprendere ciò che sto scrivendo... ma cercherò di essere un po' più chiara, forse anche con me stessa... dietro il sipario di questo viaggio è nascosta la mia insaziabile voglia di trovare un senso... bene, mi trovavo la settimana scorsa a cena con Roberto (un signore olandese che vive in Nuova Zelanda, all'incirca tra i 60 e i 70 anni) che ad un certo punto comincia a raccontarmi la sua storia su cui, tuttavia, non posso scrivere perchè mi sembra di mancargli di rispetto... ma quello che posso dire è che quando stai con le finestre della tua anima aperte si crea una sorta di contatto con le finestre degli altri... sembra che la gente ti dica "guarda, ti faccio vedere un po' di quello che ho dentro"...mamma mia... Roberto alla fine del suo racconto, mentre camminavamo su una strada poco trafficata e quindi anche un po' intima, mi dice "(...) perchè ad un certo punto mi sono accorto che la mia vita era come io pensavo dovesse essere e non come volevo che fosse"... avevo le lacrime agli occhi non solo per quello che avevo appena ascoltato ma anche perchè avevo ritrovato spesso questo tema nei gruppi di psicoanalisi multifamiliare accompagnato dalla difficoltà che spesso comporta "essere davvero se stessi"...
e allora mi ritrovo a pensare che si può leggere la vita secondo tanti punti di vista, con tante chiavi di lettura differenti... e che "essere te stesso" ti porta a possedere un portachiavi in grado di connettere tutte le chiavi che incontri...
e allora mi ritrovo a pensare che si può leggere la vita secondo tanti punti di vista, con tante chiavi di lettura differenti... e che "essere te stesso" ti porta a possedere un portachiavi in grado di connettere tutte le chiavi che incontri...
giovedì 16 ottobre 2008
Hacer una maleta para ir
Fare una valigia e andare... sembra una cazzata ma...
ricordo ancora la mia valigia a Roma mentre cercavo di terminarla circa mez'ora prima di partire... con tutta la paura e l'emozione che mi accompagnavano costantemente. Di che cosa si tratta in fondo? E' un banalissimo contenitore con una cerniera, a volte più di una, tutto ricoperto di stoffa... del colore che si preferisce! La mia è verde... verde pistacchio per l'esattezza, non troppo grande, non troppo piccola... essenziale, direi. Il problema, o meglio la questione è quello che ci metti dentro questa cosa che tutti chiamiamo "valigia"... non so... credo che ognuno ci metta la propria intimità. Personalmente credo di averci messo un po' della mia vita... c'è stato tutto un lavoro su me stessa prima di afferrare quel coraggio, che in fondo sapevo di avere, e partire... avevo paura... tanta... un viaggio ti porta per certi versi verso qualcosa che non conosci... cazzo, stavo per andare dall'altra parte del mondo in un posto dove non si parla la mia lingua, non ci sono le mie abitudini, i miei soliti amici, la casa famiglia, la scuola di musica Neuma, la pizzeria di Franco e Tito con Albert che ti vende i cd fuori, tra cui quelli porno se glieli chiedi e la cliente assidua che mi consiglia quali prendere!!! ah ah ah.... rido...
Ma a parte tutto, sono partita in un periodo particolare dove avevo creato e mantenuto dei legami con persone per me di vitale importanza... ed è stato doloroso lasciarle... mai lo avrei detto in altri tempi... dicevo -nel frattempo mi sono persa nelle mie libere associazioni mentali- che un viaggio ti porta per certi versi ad affrontare qualcosa che non conosci... cosa mi aspetta? L'aereo cadrà? Chi incontrerò? Starò bene? Starò male? Sarò capace di prendere un RADIOTAXI? ah ah ah (ora che ci penso a sta storia dei radiotaxi mi viene da ridere) E se non prendo un radiotaxi che mi succede? Oddio!!!! Che paura che fa... sapevo di andare incontro ad una situazione totalmente ignota che però, d'altro canto, mi avrebbe portato a rispondere a tutte le mie domande... può sembrare scontato ma certe risposte le scopri solo vivendo... ora lo so cosa mi aspettava: ho incontrato un sacco di gente, l'aereo non è caduto, sto bene e sto male, sono stata capace di prendere un radiotaxi ma anche uno abusivo... e allora ciò che prima era ignoto ora è noto e non fa più paura... però non solo incontri tutto questo, che già di per sè è un sacco di roba... allo stesso tempo sto incontrando me stessa... a volte la solita... a volte nuova... a volte, invece, è come se mi reincontrassi dopo tanto tempo... ed ecco che un viaggio ti porta ad affrontare anche "cose" che già conosci... e allora mi ritrovo a rovistare un po' tra queste "cose"... nella mia valigia... mi torna alla mente quel gioco, che ora mi pare fantastico, "nella valigia ho messo" dove ognuno a giro deve dire un oggetto e ricordare anche quelli degli altri!!!
...allora io nella mia valigia ho messo un po' del mio passato, i ricordi più importanti, la mia famiglia, i miei amici, lacrime, sorrisi, sguardi che varie persone mi hanno regalato nel corso della mia vita... ma anche la curiosità di conoscere altro, la voglia di cambiare e di crescere... oltre alla speranza di poterlo fare sempre...
Questo è stato per me fare una valigia e andare...
ricordo ancora la mia valigia a Roma mentre cercavo di terminarla circa mez'ora prima di partire... con tutta la paura e l'emozione che mi accompagnavano costantemente. Di che cosa si tratta in fondo? E' un banalissimo contenitore con una cerniera, a volte più di una, tutto ricoperto di stoffa... del colore che si preferisce! La mia è verde... verde pistacchio per l'esattezza, non troppo grande, non troppo piccola... essenziale, direi. Il problema, o meglio la questione è quello che ci metti dentro questa cosa che tutti chiamiamo "valigia"... non so... credo che ognuno ci metta la propria intimità. Personalmente credo di averci messo un po' della mia vita... c'è stato tutto un lavoro su me stessa prima di afferrare quel coraggio, che in fondo sapevo di avere, e partire... avevo paura... tanta... un viaggio ti porta per certi versi verso qualcosa che non conosci... cazzo, stavo per andare dall'altra parte del mondo in un posto dove non si parla la mia lingua, non ci sono le mie abitudini, i miei soliti amici, la casa famiglia, la scuola di musica Neuma, la pizzeria di Franco e Tito con Albert che ti vende i cd fuori, tra cui quelli porno se glieli chiedi e la cliente assidua che mi consiglia quali prendere!!! ah ah ah.... rido...
Ma a parte tutto, sono partita in un periodo particolare dove avevo creato e mantenuto dei legami con persone per me di vitale importanza... ed è stato doloroso lasciarle... mai lo avrei detto in altri tempi... dicevo -nel frattempo mi sono persa nelle mie libere associazioni mentali- che un viaggio ti porta per certi versi ad affrontare qualcosa che non conosci... cosa mi aspetta? L'aereo cadrà? Chi incontrerò? Starò bene? Starò male? Sarò capace di prendere un RADIOTAXI? ah ah ah (ora che ci penso a sta storia dei radiotaxi mi viene da ridere) E se non prendo un radiotaxi che mi succede? Oddio!!!! Che paura che fa... sapevo di andare incontro ad una situazione totalmente ignota che però, d'altro canto, mi avrebbe portato a rispondere a tutte le mie domande... può sembrare scontato ma certe risposte le scopri solo vivendo... ora lo so cosa mi aspettava: ho incontrato un sacco di gente, l'aereo non è caduto, sto bene e sto male, sono stata capace di prendere un radiotaxi ma anche uno abusivo... e allora ciò che prima era ignoto ora è noto e non fa più paura... però non solo incontri tutto questo, che già di per sè è un sacco di roba... allo stesso tempo sto incontrando me stessa... a volte la solita... a volte nuova... a volte, invece, è come se mi reincontrassi dopo tanto tempo... ed ecco che un viaggio ti porta ad affrontare anche "cose" che già conosci... e allora mi ritrovo a rovistare un po' tra queste "cose"... nella mia valigia... mi torna alla mente quel gioco, che ora mi pare fantastico, "nella valigia ho messo" dove ognuno a giro deve dire un oggetto e ricordare anche quelli degli altri!!!
...allora io nella mia valigia ho messo un po' del mio passato, i ricordi più importanti, la mia famiglia, i miei amici, lacrime, sorrisi, sguardi che varie persone mi hanno regalato nel corso della mia vita... ma anche la curiosità di conoscere altro, la voglia di cambiare e di crescere... oltre alla speranza di poterlo fare sempre...
Questo è stato per me fare una valigia e andare...
martedì 30 settembre 2008
En el sentido...
...uno sguardo...
E' difficile per me scrivere questo post perchè il mio intento è quello di esprimere con le parole ciò che provo quando incontro alcuni sgurdi che mi colpiscono in un modo particolare... uno sguardo può comunicare tanto ma soprattutto ha il potere di arrivare ancora prima delle parole... ovviamente ci sono sguardi e sguardi... alcuni ti fanno scappare, altri avvicinare, altri ancora sorridere... e piangere.. e tanti altri ancora quanto è vasta la natura emozionale dell'uomo... ci sono degli sguardi, tuttavia, che mi catturano perchè partono da dentro e portano con se una luce in grado di avvolgerti... rari come perle... mi sento fortunata perchè è stato proprio uno di questi sguardi a portarmi fino a qui... a trasmettermi che la sofferenza può essere ascoltata e, quindi, trovare un luogo dove essere accolta... non è facile ascoltare la sofferenza perchè causa dolore, ti fa venire da piangere... insomma fa male... e con oggi termina la mia prima settimana di tirocinio... qua mi ci vorrebbero una miriade di puntini di sospensione... non è stato semplice ascoltare, ascoltarmi... però quando non conosci una lingua è più facile che tu sia sola con te stessa anche quando sei circondata da una miriade di persone... ed è stato come se la mia personalità, la mia essenza, le mie forze e le mie debolezze divenissero via via più visibili, più palpabili... ora posso vederle, sentirle, toccarle... non mi sono mai sentita così forte e fragile allo stesso tempo... non riuscivo ad immaginare minimamente come sarebbe stata questa esperienza... certo è che mi cambierà la vita... nonostante continui a non comprendere tutto ciò che viene detto ho imparato delle cose importanti... ho capito che la sofferenza non appartiene a nessun ceto sociale, a nessuna razza, non dipende dal denaro... così come l'amore e la passione per queto mestiere ti portano a lavorare in ogni dove e per ogni perchè... non ho tante risposte se non tante domande... l'unica cosa che so è che amo quello che faccio e farò di tutto per farlo al meglio... o quantomeno ci provo... è stata una settimana assolutamente "improbabile" per me... anche perchè un ospedale con i cani dentro non l'avevo mai visto nè tantomeno immaginato...! Però ho visto occhi avvolgenti, pieni di storie... proprie e altrui... che parlano, trasmettono, raccolgono... quanto raccolgono... minchia... a volte penso di aver scelto un lavoro del cazzo, altre volte penso che non sarei come sono se non avessi fatto questa scelta...
non è facile, ma sono felice...
E' difficile per me scrivere questo post perchè il mio intento è quello di esprimere con le parole ciò che provo quando incontro alcuni sgurdi che mi colpiscono in un modo particolare... uno sguardo può comunicare tanto ma soprattutto ha il potere di arrivare ancora prima delle parole... ovviamente ci sono sguardi e sguardi... alcuni ti fanno scappare, altri avvicinare, altri ancora sorridere... e piangere.. e tanti altri ancora quanto è vasta la natura emozionale dell'uomo... ci sono degli sguardi, tuttavia, che mi catturano perchè partono da dentro e portano con se una luce in grado di avvolgerti... rari come perle... mi sento fortunata perchè è stato proprio uno di questi sguardi a portarmi fino a qui... a trasmettermi che la sofferenza può essere ascoltata e, quindi, trovare un luogo dove essere accolta... non è facile ascoltare la sofferenza perchè causa dolore, ti fa venire da piangere... insomma fa male... e con oggi termina la mia prima settimana di tirocinio... qua mi ci vorrebbero una miriade di puntini di sospensione... non è stato semplice ascoltare, ascoltarmi... però quando non conosci una lingua è più facile che tu sia sola con te stessa anche quando sei circondata da una miriade di persone... ed è stato come se la mia personalità, la mia essenza, le mie forze e le mie debolezze divenissero via via più visibili, più palpabili... ora posso vederle, sentirle, toccarle... non mi sono mai sentita così forte e fragile allo stesso tempo... non riuscivo ad immaginare minimamente come sarebbe stata questa esperienza... certo è che mi cambierà la vita... nonostante continui a non comprendere tutto ciò che viene detto ho imparato delle cose importanti... ho capito che la sofferenza non appartiene a nessun ceto sociale, a nessuna razza, non dipende dal denaro... così come l'amore e la passione per queto mestiere ti portano a lavorare in ogni dove e per ogni perchè... non ho tante risposte se non tante domande... l'unica cosa che so è che amo quello che faccio e farò di tutto per farlo al meglio... o quantomeno ci provo... è stata una settimana assolutamente "improbabile" per me... anche perchè un ospedale con i cani dentro non l'avevo mai visto nè tantomeno immaginato...! Però ho visto occhi avvolgenti, pieni di storie... proprie e altrui... che parlano, trasmettono, raccolgono... quanto raccolgono... minchia... a volte penso di aver scelto un lavoro del cazzo, altre volte penso che non sarei come sono se non avessi fatto questa scelta...
non è facile, ma sono felice...
lunedì 29 settembre 2008
Todo el mundo es pais
Non ricordo bene quanti Km di distanza mi separano dall' Italia, ma ciò che mi consola sta nel fatto di trovarmi comunque sul pianeta Terra... beh... pensare al pianeta Terra mi ispira proprio un sacco di pensieri... come quando un pagliaccio tira fuori dal cilindro una miriade di cose colorate, connesse e sconnesse, con o senza senso... mentre tutti intorno guardano divertiti...
Quando ti trovi in un posto che non è il tuo è un po' come trovarsi a rovistare dentro scatole sconosciute con contenuti nuovi... ma a ben guardare alcuni oggetti sono comuni a tutti i contenitori... lacrime e sorrisi sono familiari a tutti i volti del mondo... in America, Asia, Africa, Europa... il mio sorriso ha lo stesso ed invariabile significato... e allora penso che questo è sufficiente per comunicare con tutti ed in qualsiasi luogo... la lingua è secondaria... è un po' su questa linea che sto comunicando qui... vivo in una casa "muy rara" trovandomi a parlare con persone che conosco da solo una settimana! Bene... le "chiacchiere notturne", chi mi conosce lo sa, sono da me sempre gradite... è una cosa a cui non posso rinunciare perchè mi arricchiscono, ampliano la mia mente... eh così ieri sera, prima di andare a dormire, la mia mente è stata ampliata da Nick... ah ah ah... un signore che vive in Inghilterra, non so dove però, che parla di un inglese stretttttisssssimo... ora... la mia conversation sarà durata circa un'ora... lui conosce circa cinque parole di spagnolo, ed io una decina di inglese... ah ah ah... però la pettegola biscegliese riesco a farla nonostante tutto anche a Buenos Aires... insomma proprio non riesco a farmi i cazzi miei!!! Ablando in "Spaninglisc" sono riuscita ad entrare un po' nella sua storia... un mito... Nick ha 67 anni ed è venuto qua a ballare il tango... da solo... credo che questo già di per sè possa essermi di esempio... la vita è sempre!
Oggi Nick è tornato nel suo paese, e quasi mi stupisce, come se fosse sempre la prima volta, apprendere come ogni persona che si incontra nella propria vita possa lasciare un segno... un segno che magari ti porta a seguire una direzione piuttosto che un'altra, a fare certe riflessioni o sentire emozioni che altrimenti non proveresti... la cosa fondamentale è stare con le orecchie, quelle del cuore, aperte per poter ascoltare l'eco dei fondali marini di quanti si trovino ad incrociare la tua strada...
Che meraviglia...
Quando ti trovi in un posto che non è il tuo è un po' come trovarsi a rovistare dentro scatole sconosciute con contenuti nuovi... ma a ben guardare alcuni oggetti sono comuni a tutti i contenitori... lacrime e sorrisi sono familiari a tutti i volti del mondo... in America, Asia, Africa, Europa... il mio sorriso ha lo stesso ed invariabile significato... e allora penso che questo è sufficiente per comunicare con tutti ed in qualsiasi luogo... la lingua è secondaria... è un po' su questa linea che sto comunicando qui... vivo in una casa "muy rara" trovandomi a parlare con persone che conosco da solo una settimana! Bene... le "chiacchiere notturne", chi mi conosce lo sa, sono da me sempre gradite... è una cosa a cui non posso rinunciare perchè mi arricchiscono, ampliano la mia mente... eh così ieri sera, prima di andare a dormire, la mia mente è stata ampliata da Nick... ah ah ah... un signore che vive in Inghilterra, non so dove però, che parla di un inglese stretttttisssssimo... ora... la mia conversation sarà durata circa un'ora... lui conosce circa cinque parole di spagnolo, ed io una decina di inglese... ah ah ah... però la pettegola biscegliese riesco a farla nonostante tutto anche a Buenos Aires... insomma proprio non riesco a farmi i cazzi miei!!! Ablando in "Spaninglisc" sono riuscita ad entrare un po' nella sua storia... un mito... Nick ha 67 anni ed è venuto qua a ballare il tango... da solo... credo che questo già di per sè possa essermi di esempio... la vita è sempre!
Oggi Nick è tornato nel suo paese, e quasi mi stupisce, come se fosse sempre la prima volta, apprendere come ogni persona che si incontra nella propria vita possa lasciare un segno... un segno che magari ti porta a seguire una direzione piuttosto che un'altra, a fare certe riflessioni o sentire emozioni che altrimenti non proveresti... la cosa fondamentale è stare con le orecchie, quelle del cuore, aperte per poter ascoltare l'eco dei fondali marini di quanti si trovino ad incrociare la tua strada...
Che meraviglia...
venerdì 26 settembre 2008
Quiero tiempo para aprender a nadar...
...immersa in una moltitudine di stimoli...
Stamane camminavo in una strada ormai a me familiare: "Avenida Corrientes"... e mentre vagavo cercavo di focalizzare la mia attenzione sul mio stato d'animo... "come mi sento?" mi sono chiesta... beh... è un po' come imparare nuovamente a nuotare... all'inizio l'impatto con l'acqua quasi ti coglie di sorpresa, destabilizzandoti per una manciata di secondi, ti manca il respiro... passata questa fase il tuo corpo trova il suo piccolo spazio nell'immensità del mare mentre lo sguardo incrocia varie volte la linea dell'orizzonte così affascinante e coinvolgente... credo che sia proprio quell'orizzonte a spingere l'essere umano a nuotare, poichè nutre quella curiosità squisitamente istintiva di scoprire cosa c'è oltre ciò che i nostri occhi possono vedere... ed io mi sento proprio così... sto imparando a nuotare ma ho bisogno di tempo... ho bisogno di tempo per ascoltare profondamente il respiro ed il battito cardiaco di questa città, della sua gente... per entrare nei suoi nascondigli segreti...
e guardare il mondo con i suoi occhi...
giovedì 25 settembre 2008
Vamos a bailar en la Milonga -> Segunda dìa
Nonostante il persistente problema dei soldi, vado a ballare il tango con Alfio e Jasinta... pago sempre con i soldi che Alfio mi ha prestato... mentre penso che appena potrò ricambierò il favore cucinando pasta ogni giorno... il problema è che lui vorrebbe la parmigiana!!!! Mo... dico io "non poteva scegliere una cosa un po' più semplice???". Vabbè, chiamerò mia madre!
Dicevo... la Milonga (posto dove si va a ballare il tango)... è come stare fuori dal tempo, in una Sicilia degli anni '50 (tra l'altro il quartiere si chiama "Palermo"). Donne e uomini sono seduti ai loro tavoli, l'uomo si alza e va a cercare la donna con cui vorrebbe ballare.. diciamo che sembra una sublimazione del rimorchio! Quindi per rimorchiare mi tocca imparare a ballare il tango... già... perchè se non sai ballare mica puoi improvvisare! Seeee... sei fuori dal giro! Altro dettaglio: le scarpe! Metti le scarpe in borsa e le porti con te... quando sei nella milonga le indossi, quando te ne vai le togli! Non puoi uscire con quelle scarpe... peccato!
Cmq, vedi le donne fuori e ti sembrano in un modo, le vedi ballare e sembrano trasformarsi... si respira una sensualità che quasi mi verrebbe di diventare lesbica!!!
Per quanto mi riguarda aspetterò un po' per cominciare... credo che sia importante maturarla dentro questa passione che qua è sentita così tanto...
Anche perchè se nn balli quasi ti senti una emarginata sociale!!!!
Mo vedo...
Dicevo... la Milonga (posto dove si va a ballare il tango)... è come stare fuori dal tempo, in una Sicilia degli anni '50 (tra l'altro il quartiere si chiama "Palermo"). Donne e uomini sono seduti ai loro tavoli, l'uomo si alza e va a cercare la donna con cui vorrebbe ballare.. diciamo che sembra una sublimazione del rimorchio! Quindi per rimorchiare mi tocca imparare a ballare il tango... già... perchè se non sai ballare mica puoi improvvisare! Seeee... sei fuori dal giro! Altro dettaglio: le scarpe! Metti le scarpe in borsa e le porti con te... quando sei nella milonga le indossi, quando te ne vai le togli! Non puoi uscire con quelle scarpe... peccato!
Cmq, vedi le donne fuori e ti sembrano in un modo, le vedi ballare e sembrano trasformarsi... si respira una sensualità che quasi mi verrebbe di diventare lesbica!!!
Per quanto mi riguarda aspetterò un po' per cominciare... credo che sia importante maturarla dentro questa passione che qua è sentita così tanto...
Anche perchè se nn balli quasi ti senti una emarginata sociale!!!!
Mo vedo...
mercoledì 24 settembre 2008
22 Septiembre 2008 - > llego en Buenos Aires
...e ora eccomi qua, dall'altra parte dell'oceano, io che sono nata rincoglionita!!!
"Bien" dicono sempre qui... anche se il primo giorno non è andato muy bien... volendo un attimo riassumere (perchè potrei parlare per circa due o tre ore per raccontare tutto quello che mi è successo in così poco tempo!) allora... Vale, Silvia e Andrea mi lasciano all'aereoporto... dopo qualche secondo avevo una compagna di viaggio, peruviana. Carolina! Simpatica e chiacchierona... mi ha raccontato più o meno tutta la sua vita... poi c'era anche Ariel, un argentino trapiantato in italia... insomma arriviamo a Buenos Aires e prima che potessi vedere dove fosse Alfio (il mio proprietario di casa) i miei compagni di viaggio decidono bene di cercarlo al posto mio! Così Alfio quando mi ha vista mi ha detto "Sei molto famosa!!!". Mi veniva da ridere... ed ero molto felice...entriamo in macchina, ed anche lì ero felice... arriviamo a casa ed ero felice...tutto molto bello... ero felice sempre... vado con Alfio al bancomat e la mia felicità svanisce! Correnti calde e gelide attraversano il mio corpo! Non riesco a ritirare una lira di merda e allora realizzo davvero che sono dall'altra parte dell'oceano!
Alfio mi presta i soldi per chiamare casa anche se l'espressione della sua faccia intanto era cambiata mentre mi chiedeva se avessi dei soldi sul conto...ah ah ah...ed io sudavo...ah ah ah... e sudavo...
Confusa, distrutta e infelice mi ritiro nelle mie stanze... pensando che tutto si risolverà e che succederanno cose migliori...e sulla soglia di questo pensiero compare Jasinta, la mia coinquilina, che mi invita a bere una cosa con lei.. un po' indecisa all'inizio...all'improvviso mi alzo e accetto...pensando che non posso rifiutare nulla di ciò che mi viene offerto... vado a bere con i soldi di Alfio.. ah ah ah...
Stanca, sudata e un po' felice e un po' no vado a letto... esa es la mi primera dia en Buenos Aires... que Bien!
"Bien" dicono sempre qui... anche se il primo giorno non è andato muy bien... volendo un attimo riassumere (perchè potrei parlare per circa due o tre ore per raccontare tutto quello che mi è successo in così poco tempo!) allora... Vale, Silvia e Andrea mi lasciano all'aereoporto... dopo qualche secondo avevo una compagna di viaggio, peruviana. Carolina! Simpatica e chiacchierona... mi ha raccontato più o meno tutta la sua vita... poi c'era anche Ariel, un argentino trapiantato in italia... insomma arriviamo a Buenos Aires e prima che potessi vedere dove fosse Alfio (il mio proprietario di casa) i miei compagni di viaggio decidono bene di cercarlo al posto mio! Così Alfio quando mi ha vista mi ha detto "Sei molto famosa!!!". Mi veniva da ridere... ed ero molto felice...entriamo in macchina, ed anche lì ero felice... arriviamo a casa ed ero felice...tutto molto bello... ero felice sempre... vado con Alfio al bancomat e la mia felicità svanisce! Correnti calde e gelide attraversano il mio corpo! Non riesco a ritirare una lira di merda e allora realizzo davvero che sono dall'altra parte dell'oceano!
Alfio mi presta i soldi per chiamare casa anche se l'espressione della sua faccia intanto era cambiata mentre mi chiedeva se avessi dei soldi sul conto...ah ah ah...ed io sudavo...ah ah ah... e sudavo...
Confusa, distrutta e infelice mi ritiro nelle mie stanze... pensando che tutto si risolverà e che succederanno cose migliori...e sulla soglia di questo pensiero compare Jasinta, la mia coinquilina, che mi invita a bere una cosa con lei.. un po' indecisa all'inizio...all'improvviso mi alzo e accetto...pensando che non posso rifiutare nulla di ciò che mi viene offerto... vado a bere con i soldi di Alfio.. ah ah ah...
Stanca, sudata e un po' felice e un po' no vado a letto... esa es la mi primera dia en Buenos Aires... que Bien!
Prima di partire...
Ciao Raga…
Ok, sto per andare… il mio viaggio mi aspetta. Ma non posso partire tranquilla se prima non vi lascio alcune cose che penso e che ho da dirvi. Lo so, sono un po’ romantica… non ridete!
Però, a parte tutto, voglio ringraziarvi. Grazie per questi splendidi anni passati insieme. Siete tra le cose più importanti della mia vita e se sono una persona migliore è anche grazie alla vostra presenza.
Le nostre porte si sono incontrate nel fatidico portone di Via Rocca Priora e ci hanno portato a vivere all’interno delle stesse mura. Eh… se quelle mura potessero parlare… hanno raccolto tanto, sogni, speranze, sentimenti, sorrisi e lacrime… senza considerare tutte le trombate!!!
Stiamo crescendo, stiamo diventando grandi. Ognuno davanti alle proprie scelte che lo porteranno chissà dove… e dato il fuso orario non potremo neanche prometterci di guardare ogni giorno alla stessa ora la stella più alta nel cielo! Ah ah ah
Sono convinta, però, che i nostri pensieri si incontreranno sempre e superando ogni confine troveranno uno spazio loro con una propria identità. Lì ci saremo tutti e ci incontreremo sempre con un sorriso che spontaneamente farà da contorno ai nostri ricordi più autentici.
Non immaginate quanto velocemente scorrano nella mia mente le immagini della nostra storia, della nostra amicizia e di tutto ciò che ci lega. È questo che porto con me… non bastano dei cd per parlare veramente di noi, ma i nostri sguardi si, loro possono farlo perché hanno la forza di aprire e rovistare dentro quei cassetti che abbiamo riempito insieme, quanta roba…
Siete la mia ricchezza… se non foste capitati sulla mia strada probabilmente ora non sarei di fronte alla mia valigia. Questa volta si tratta di una valigia importante tant’è che non riesco a farla!
Vado… con la consapevolezza di prendere tante “cose” nuove che verranno ma so di lasciare una parte della mia vita che mi ha riempito cuore e anima.
Non vi ringrazierò mai abbastanza per questo…
…C’era una volta un gruppo di vecchietti. Ognuno abitava in una parte diversa del mondo ma loro erano soliti incontrarsi una volta all’anno davanti ad una tavola imbandita per raccontare e per raccontarsi. E così potevano ricordare e parlare… ed essere avvolti delle loro innumerevoli e fantastiche chiacchiere…
Spero che finisca così…
Raga vi amo!
Vi porto con me…
Ok, sto per andare… il mio viaggio mi aspetta. Ma non posso partire tranquilla se prima non vi lascio alcune cose che penso e che ho da dirvi. Lo so, sono un po’ romantica… non ridete!
Però, a parte tutto, voglio ringraziarvi. Grazie per questi splendidi anni passati insieme. Siete tra le cose più importanti della mia vita e se sono una persona migliore è anche grazie alla vostra presenza.
Le nostre porte si sono incontrate nel fatidico portone di Via Rocca Priora e ci hanno portato a vivere all’interno delle stesse mura. Eh… se quelle mura potessero parlare… hanno raccolto tanto, sogni, speranze, sentimenti, sorrisi e lacrime… senza considerare tutte le trombate!!!
Stiamo crescendo, stiamo diventando grandi. Ognuno davanti alle proprie scelte che lo porteranno chissà dove… e dato il fuso orario non potremo neanche prometterci di guardare ogni giorno alla stessa ora la stella più alta nel cielo! Ah ah ah
Sono convinta, però, che i nostri pensieri si incontreranno sempre e superando ogni confine troveranno uno spazio loro con una propria identità. Lì ci saremo tutti e ci incontreremo sempre con un sorriso che spontaneamente farà da contorno ai nostri ricordi più autentici.
Non immaginate quanto velocemente scorrano nella mia mente le immagini della nostra storia, della nostra amicizia e di tutto ciò che ci lega. È questo che porto con me… non bastano dei cd per parlare veramente di noi, ma i nostri sguardi si, loro possono farlo perché hanno la forza di aprire e rovistare dentro quei cassetti che abbiamo riempito insieme, quanta roba…
Siete la mia ricchezza… se non foste capitati sulla mia strada probabilmente ora non sarei di fronte alla mia valigia. Questa volta si tratta di una valigia importante tant’è che non riesco a farla!
Vado… con la consapevolezza di prendere tante “cose” nuove che verranno ma so di lasciare una parte della mia vita che mi ha riempito cuore e anima.
Non vi ringrazierò mai abbastanza per questo…
…C’era una volta un gruppo di vecchietti. Ognuno abitava in una parte diversa del mondo ma loro erano soliti incontrarsi una volta all’anno davanti ad una tavola imbandita per raccontare e per raccontarsi. E così potevano ricordare e parlare… ed essere avvolti delle loro innumerevoli e fantastiche chiacchiere…
Spero che finisca così…
Raga vi amo!
Vi porto con me…
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