martedì 30 settembre 2008

En el sentido...

...uno sguardo...

E' difficile per me scrivere questo post perchè il mio intento è quello di esprimere con le parole ciò che provo quando incontro alcuni sgurdi che mi colpiscono in un modo particolare... uno sguardo può comunicare tanto ma soprattutto ha il potere di arrivare ancora prima delle parole... ovviamente ci sono sguardi e sguardi... alcuni ti fanno scappare, altri avvicinare, altri ancora sorridere... e piangere.. e tanti altri ancora quanto è vasta la natura emozionale dell'uomo... ci sono degli sguardi, tuttavia, che mi catturano perchè partono da dentro e portano con se una luce in grado di avvolgerti... rari come perle... mi sento fortunata perchè è stato proprio uno di questi sguardi a portarmi fino a qui... a trasmettermi che la sofferenza può essere ascoltata e, quindi, trovare un luogo dove essere accolta... non è facile ascoltare la sofferenza perchè causa dolore, ti fa venire da piangere... insomma fa male... e con oggi termina la mia prima settimana di tirocinio... qua mi ci vorrebbero una miriade di puntini di sospensione... non è stato semplice ascoltare, ascoltarmi... però quando non conosci una lingua è più facile che tu sia sola con te stessa anche quando sei circondata da una miriade di persone... ed è stato come se la mia personalità, la mia essenza, le mie forze e le mie debolezze divenissero via via più visibili, più palpabili... ora posso vederle, sentirle, toccarle... non mi sono mai sentita così forte e fragile allo stesso tempo... non riuscivo ad immaginare minimamente come sarebbe stata questa esperienza... certo è che mi cambierà la vita... nonostante continui a non comprendere tutto ciò che viene detto ho imparato delle cose importanti... ho capito che la sofferenza non appartiene a nessun ceto sociale, a nessuna razza, non dipende dal denaro... così come l'amore e la passione per queto mestiere ti portano a lavorare in ogni dove e per ogni perchè... non ho tante risposte se non tante domande... l'unica cosa che so è che amo quello che faccio e farò di tutto per farlo al meglio... o quantomeno ci provo... è stata una settimana assolutamente "improbabile" per me... anche perchè un ospedale con i cani dentro non l'avevo mai visto nè tantomeno immaginato...! Però ho visto occhi avvolgenti, pieni di storie... proprie e altrui... che parlano, trasmettono, raccolgono... quanto raccolgono... minchia... a volte penso di aver scelto un lavoro del cazzo, altre volte penso che non sarei come sono se non avessi fatto questa scelta...
non è facile, ma sono felice...

lunedì 29 settembre 2008

Todo el mundo es pais

Non ricordo bene quanti Km di distanza mi separano dall' Italia, ma ciò che mi consola sta nel fatto di trovarmi comunque sul pianeta Terra... beh... pensare al pianeta Terra mi ispira proprio un sacco di pensieri... come quando un pagliaccio tira fuori dal cilindro una miriade di cose colorate, connesse e sconnesse, con o senza senso... mentre tutti intorno guardano divertiti...
Quando ti trovi in un posto che non è il tuo è un po' come trovarsi a rovistare dentro scatole sconosciute con contenuti nuovi... ma a ben guardare alcuni oggetti sono comuni a tutti i contenitori... lacrime e sorrisi sono familiari a tutti i volti del mondo... in America, Asia, Africa, Europa... il mio sorriso ha lo stesso ed invariabile significato... e allora penso che questo è sufficiente per comunicare con tutti ed in qualsiasi luogo... la lingua è secondaria... è un po' su questa linea che sto comunicando qui... vivo in una casa "muy rara" trovandomi a parlare con persone che conosco da solo una settimana! Bene... le "chiacchiere notturne", chi mi conosce lo sa, sono da me sempre gradite... è una cosa a cui non posso rinunciare perchè mi arricchiscono, ampliano la mia mente... eh così ieri sera, prima di andare a dormire, la mia mente è stata ampliata da Nick... ah ah ah... un signore che vive in Inghilterra, non so dove però, che parla di un inglese stretttttisssssimo... ora... la mia conversation sarà durata circa un'ora... lui conosce circa cinque parole di spagnolo, ed io una decina di inglese... ah ah ah... però la pettegola biscegliese riesco a farla nonostante tutto anche a Buenos Aires... insomma proprio non riesco a farmi i cazzi miei!!! Ablando in "Spaninglisc" sono riuscita ad entrare un po' nella sua storia... un mito... Nick ha 67 anni ed è venuto qua a ballare il tango... da solo... credo che questo già di per sè possa essermi di esempio... la vita è sempre!
Oggi Nick è tornato nel suo paese, e quasi mi stupisce, come se fosse sempre la prima volta, apprendere come ogni persona che si incontra nella propria vita possa lasciare un segno... un segno che magari ti porta a seguire una direzione piuttosto che un'altra, a fare certe riflessioni o sentire emozioni che altrimenti non proveresti... la cosa fondamentale è stare con le orecchie, quelle del cuore, aperte per poter ascoltare l'eco dei fondali marini di quanti si trovino ad incrociare la tua strada...

Che meraviglia...

venerdì 26 settembre 2008

Quiero tiempo para aprender a nadar...



...immersa in una moltitudine di stimoli...

Stamane camminavo in una strada ormai a me familiare: "Avenida Corrientes"... e mentre vagavo cercavo di focalizzare la mia attenzione sul mio stato d'animo... "come mi sento?" mi sono chiesta... beh... è un po' come imparare nuovamente a nuotare... all'inizio l'impatto con l'acqua quasi ti coglie di sorpresa, destabilizzandoti per una manciata di secondi, ti manca il respiro... passata questa fase il tuo corpo trova il suo piccolo spazio nell'immensità del mare mentre lo sguardo incrocia varie volte la linea dell'orizzonte così affascinante e coinvolgente... credo che sia proprio quell'orizzonte a spingere l'essere umano a nuotare, poichè nutre quella curiosità squisitamente istintiva di scoprire cosa c'è oltre ciò che i nostri occhi possono vedere... ed io mi sento proprio così... sto imparando a nuotare ma ho bisogno di tempo... ho bisogno di tempo per ascoltare profondamente il respiro ed il battito cardiaco di questa città, della sua gente... per entrare nei suoi nascondigli segreti...
e guardare il mondo con i suoi occhi...

giovedì 25 settembre 2008

Vamos a bailar en la Milonga -> Segunda dìa

Nonostante il persistente problema dei soldi, vado a ballare il tango con Alfio e Jasinta... pago sempre con i soldi che Alfio mi ha prestato... mentre penso che appena potrò ricambierò il favore cucinando pasta ogni giorno... il problema è che lui vorrebbe la parmigiana!!!! Mo... dico io "non poteva scegliere una cosa un po' più semplice???". Vabbè, chiamerò mia madre!
Dicevo... la Milonga (posto dove si va a ballare il tango)... è come stare fuori dal tempo, in una Sicilia degli anni '50 (tra l'altro il quartiere si chiama "Palermo"). Donne e uomini sono seduti ai loro tavoli, l'uomo si alza e va a cercare la donna con cui vorrebbe ballare.. diciamo che sembra una sublimazione del rimorchio! Quindi per rimorchiare mi tocca imparare a ballare il tango... già... perchè se non sai ballare mica puoi improvvisare! Seeee... sei fuori dal giro! Altro dettaglio: le scarpe! Metti le scarpe in borsa e le porti con te... quando sei nella milonga le indossi, quando te ne vai le togli! Non puoi uscire con quelle scarpe... peccato!
Cmq, vedi le donne fuori e ti sembrano in un modo, le vedi ballare e sembrano trasformarsi... si respira una sensualità che quasi mi verrebbe di diventare lesbica!!!
Per quanto mi riguarda aspetterò un po' per cominciare... credo che sia importante maturarla dentro questa passione che qua è sentita così tanto...
Anche perchè se nn balli quasi ti senti una emarginata sociale!!!!

Mo vedo...



mercoledì 24 settembre 2008

22 Septiembre 2008 - > llego en Buenos Aires

...e ora eccomi qua, dall'altra parte dell'oceano, io che sono nata rincoglionita!!!
"Bien" dicono sempre qui... anche se il primo giorno non è andato muy bien... volendo un attimo riassumere (perchè potrei parlare per circa due o tre ore per raccontare tutto quello che mi è successo in così poco tempo!) allora... Vale, Silvia e Andrea mi lasciano all'aereoporto... dopo qualche secondo avevo una compagna di viaggio, peruviana. Carolina! Simpatica e chiacchierona... mi ha raccontato più o meno tutta la sua vita... poi c'era anche Ariel, un argentino trapiantato in italia... insomma arriviamo a Buenos Aires e prima che potessi vedere dove fosse Alfio (il mio proprietario di casa) i miei compagni di viaggio decidono bene di cercarlo al posto mio! Così Alfio quando mi ha vista mi ha detto "Sei molto famosa!!!". Mi veniva da ridere... ed ero molto felice...entriamo in macchina, ed anche lì ero felice... arriviamo a casa ed ero felice...tutto molto bello... ero felice sempre... vado con Alfio al bancomat e la mia felicità svanisce! Correnti calde e gelide attraversano il mio corpo! Non riesco a ritirare una lira di merda e allora realizzo davvero che sono dall'altra parte dell'oceano!

Alfio mi presta i soldi per chiamare casa anche se l'espressione della sua faccia intanto era cambiata mentre mi chiedeva se avessi dei soldi sul conto...ah ah ah...ed io sudavo...ah ah ah... e sudavo...
Confusa, distrutta e infelice mi ritiro nelle mie stanze... pensando che tutto si risolverà e che succederanno cose migliori...e sulla soglia di questo pensiero compare Jasinta, la mia coinquilina, che mi invita a bere una cosa con lei.. un po' indecisa all'inizio...all'improvviso mi alzo e accetto...pensando che non posso rifiutare nulla di ciò che mi viene offerto... vado a bere con i soldi di Alfio.. ah ah ah...
Stanca, sudata e un po' felice e un po' no vado a letto... esa es la mi primera dia en Buenos Aires... que Bien!



Prima di partire...

Ciao Raga…
Ok, sto per andare… il mio viaggio mi aspetta. Ma non posso partire tranquilla se prima non vi lascio alcune cose che penso e che ho da dirvi. Lo so, sono un po’ romantica… non ridete!
Però, a parte tutto, voglio ringraziarvi. Grazie per questi splendidi anni passati insieme. Siete tra le cose più importanti della mia vita e se sono una persona migliore è anche grazie alla vostra presenza.
Le nostre porte si sono incontrate nel fatidico portone di Via Rocca Priora e ci hanno portato a vivere all’interno delle stesse mura. Eh… se quelle mura potessero parlare… hanno raccolto tanto, sogni, speranze, sentimenti, sorrisi e lacrime… senza considerare tutte le trombate!!!
Stiamo crescendo, stiamo diventando grandi. Ognuno davanti alle proprie scelte che lo porteranno chissà dove… e dato il fuso orario non potremo neanche prometterci di guardare ogni giorno alla stessa ora la stella più alta nel cielo! Ah ah ah
Sono convinta, però, che i nostri pensieri si incontreranno sempre e superando ogni confine troveranno uno spazio loro con una propria identità. Lì ci saremo tutti e ci incontreremo sempre con un sorriso che spontaneamente farà da contorno ai nostri ricordi più autentici.
Non immaginate quanto velocemente scorrano nella mia mente le immagini della nostra storia, della nostra amicizia e di tutto ciò che ci lega. È questo che porto con me… non bastano dei cd per parlare veramente di noi, ma i nostri sguardi si, loro possono farlo perché hanno la forza di aprire e rovistare dentro quei cassetti che abbiamo riempito insieme, quanta roba…
Siete la mia ricchezza… se non foste capitati sulla mia strada probabilmente ora non sarei di fronte alla mia valigia. Questa volta si tratta di una valigia importante tant’è che non riesco a farla!
Vado… con la consapevolezza di prendere tante “cose” nuove che verranno ma so di lasciare una parte della mia vita che mi ha riempito cuore e anima.
Non vi ringrazierò mai abbastanza per questo…



…C’era una volta un gruppo di vecchietti. Ognuno abitava in una parte diversa del mondo ma loro erano soliti incontrarsi una volta all’anno davanti ad una tavola imbandita per raccontare e per raccontarsi. E così potevano ricordare e parlare… ed essere avvolti delle loro innumerevoli e fantastiche chiacchiere…
Spero che finisca così…
Raga vi amo!
Vi porto con me…