Bene, è passato poco più di un mese dal mio arrivo in questa incredibile esperienza... ed è un po' come se avessi un mazzo di chiavi... ogni chiave rappresenta una sua possibile chiave di lettura con la relativa interpretazione... fatto sta che il portachiavi è uno solo... mi sembra incredibile, a pensarci, come ogni chiave sia in grado di aprire una porta... e come ogni porta porti con se universi nuovi e da scoprire... conosco una persona ed è come avere di fronte una matrioska... con altri contenuti, altre storie, altre persone con cui inevitabilmente ed indirettamente vengo a contatto... e tutto sembra assumere un senso all'interno dello stesso portachiavi... mi immagino la faccia di chi legge intenta a comprendere ciò che sto scrivendo... ma cercherò di essere un po' più chiara, forse anche con me stessa... dietro il sipario di questo viaggio è nascosta la mia insaziabile voglia di trovare un senso... bene, mi trovavo la settimana scorsa a cena con Roberto (un signore olandese che vive in Nuova Zelanda, all'incirca tra i 60 e i 70 anni) che ad un certo punto comincia a raccontarmi la sua storia su cui, tuttavia, non posso scrivere perchè mi sembra di mancargli di rispetto... ma quello che posso dire è che quando stai con le finestre della tua anima aperte si crea una sorta di contatto con le finestre degli altri... sembra che la gente ti dica "guarda, ti faccio vedere un po' di quello che ho dentro"...mamma mia... Roberto alla fine del suo racconto, mentre camminavamo su una strada poco trafficata e quindi anche un po' intima, mi dice "(...) perchè ad un certo punto mi sono accorto che la mia vita era come io pensavo dovesse essere e non come volevo che fosse"... avevo le lacrime agli occhi non solo per quello che avevo appena ascoltato ma anche perchè avevo ritrovato spesso questo tema nei gruppi di psicoanalisi multifamiliare accompagnato dalla difficoltà che spesso comporta "essere davvero se stessi"...
e allora mi ritrovo a pensare che si può leggere la vita secondo tanti punti di vista, con tante chiavi di lettura differenti... e che "essere te stesso" ti porta a possedere un portachiavi in grado di connettere tutte le chiavi che incontri...
domenica 26 ottobre 2008
giovedì 16 ottobre 2008
Hacer una maleta para ir
Fare una valigia e andare... sembra una cazzata ma...
ricordo ancora la mia valigia a Roma mentre cercavo di terminarla circa mez'ora prima di partire... con tutta la paura e l'emozione che mi accompagnavano costantemente. Di che cosa si tratta in fondo? E' un banalissimo contenitore con una cerniera, a volte più di una, tutto ricoperto di stoffa... del colore che si preferisce! La mia è verde... verde pistacchio per l'esattezza, non troppo grande, non troppo piccola... essenziale, direi. Il problema, o meglio la questione è quello che ci metti dentro questa cosa che tutti chiamiamo "valigia"... non so... credo che ognuno ci metta la propria intimità. Personalmente credo di averci messo un po' della mia vita... c'è stato tutto un lavoro su me stessa prima di afferrare quel coraggio, che in fondo sapevo di avere, e partire... avevo paura... tanta... un viaggio ti porta per certi versi verso qualcosa che non conosci... cazzo, stavo per andare dall'altra parte del mondo in un posto dove non si parla la mia lingua, non ci sono le mie abitudini, i miei soliti amici, la casa famiglia, la scuola di musica Neuma, la pizzeria di Franco e Tito con Albert che ti vende i cd fuori, tra cui quelli porno se glieli chiedi e la cliente assidua che mi consiglia quali prendere!!! ah ah ah.... rido...
Ma a parte tutto, sono partita in un periodo particolare dove avevo creato e mantenuto dei legami con persone per me di vitale importanza... ed è stato doloroso lasciarle... mai lo avrei detto in altri tempi... dicevo -nel frattempo mi sono persa nelle mie libere associazioni mentali- che un viaggio ti porta per certi versi ad affrontare qualcosa che non conosci... cosa mi aspetta? L'aereo cadrà? Chi incontrerò? Starò bene? Starò male? Sarò capace di prendere un RADIOTAXI? ah ah ah (ora che ci penso a sta storia dei radiotaxi mi viene da ridere) E se non prendo un radiotaxi che mi succede? Oddio!!!! Che paura che fa... sapevo di andare incontro ad una situazione totalmente ignota che però, d'altro canto, mi avrebbe portato a rispondere a tutte le mie domande... può sembrare scontato ma certe risposte le scopri solo vivendo... ora lo so cosa mi aspettava: ho incontrato un sacco di gente, l'aereo non è caduto, sto bene e sto male, sono stata capace di prendere un radiotaxi ma anche uno abusivo... e allora ciò che prima era ignoto ora è noto e non fa più paura... però non solo incontri tutto questo, che già di per sè è un sacco di roba... allo stesso tempo sto incontrando me stessa... a volte la solita... a volte nuova... a volte, invece, è come se mi reincontrassi dopo tanto tempo... ed ecco che un viaggio ti porta ad affrontare anche "cose" che già conosci... e allora mi ritrovo a rovistare un po' tra queste "cose"... nella mia valigia... mi torna alla mente quel gioco, che ora mi pare fantastico, "nella valigia ho messo" dove ognuno a giro deve dire un oggetto e ricordare anche quelli degli altri!!!
...allora io nella mia valigia ho messo un po' del mio passato, i ricordi più importanti, la mia famiglia, i miei amici, lacrime, sorrisi, sguardi che varie persone mi hanno regalato nel corso della mia vita... ma anche la curiosità di conoscere altro, la voglia di cambiare e di crescere... oltre alla speranza di poterlo fare sempre...
Questo è stato per me fare una valigia e andare...
ricordo ancora la mia valigia a Roma mentre cercavo di terminarla circa mez'ora prima di partire... con tutta la paura e l'emozione che mi accompagnavano costantemente. Di che cosa si tratta in fondo? E' un banalissimo contenitore con una cerniera, a volte più di una, tutto ricoperto di stoffa... del colore che si preferisce! La mia è verde... verde pistacchio per l'esattezza, non troppo grande, non troppo piccola... essenziale, direi. Il problema, o meglio la questione è quello che ci metti dentro questa cosa che tutti chiamiamo "valigia"... non so... credo che ognuno ci metta la propria intimità. Personalmente credo di averci messo un po' della mia vita... c'è stato tutto un lavoro su me stessa prima di afferrare quel coraggio, che in fondo sapevo di avere, e partire... avevo paura... tanta... un viaggio ti porta per certi versi verso qualcosa che non conosci... cazzo, stavo per andare dall'altra parte del mondo in un posto dove non si parla la mia lingua, non ci sono le mie abitudini, i miei soliti amici, la casa famiglia, la scuola di musica Neuma, la pizzeria di Franco e Tito con Albert che ti vende i cd fuori, tra cui quelli porno se glieli chiedi e la cliente assidua che mi consiglia quali prendere!!! ah ah ah.... rido...
Ma a parte tutto, sono partita in un periodo particolare dove avevo creato e mantenuto dei legami con persone per me di vitale importanza... ed è stato doloroso lasciarle... mai lo avrei detto in altri tempi... dicevo -nel frattempo mi sono persa nelle mie libere associazioni mentali- che un viaggio ti porta per certi versi ad affrontare qualcosa che non conosci... cosa mi aspetta? L'aereo cadrà? Chi incontrerò? Starò bene? Starò male? Sarò capace di prendere un RADIOTAXI? ah ah ah (ora che ci penso a sta storia dei radiotaxi mi viene da ridere) E se non prendo un radiotaxi che mi succede? Oddio!!!! Che paura che fa... sapevo di andare incontro ad una situazione totalmente ignota che però, d'altro canto, mi avrebbe portato a rispondere a tutte le mie domande... può sembrare scontato ma certe risposte le scopri solo vivendo... ora lo so cosa mi aspettava: ho incontrato un sacco di gente, l'aereo non è caduto, sto bene e sto male, sono stata capace di prendere un radiotaxi ma anche uno abusivo... e allora ciò che prima era ignoto ora è noto e non fa più paura... però non solo incontri tutto questo, che già di per sè è un sacco di roba... allo stesso tempo sto incontrando me stessa... a volte la solita... a volte nuova... a volte, invece, è come se mi reincontrassi dopo tanto tempo... ed ecco che un viaggio ti porta ad affrontare anche "cose" che già conosci... e allora mi ritrovo a rovistare un po' tra queste "cose"... nella mia valigia... mi torna alla mente quel gioco, che ora mi pare fantastico, "nella valigia ho messo" dove ognuno a giro deve dire un oggetto e ricordare anche quelli degli altri!!!
...allora io nella mia valigia ho messo un po' del mio passato, i ricordi più importanti, la mia famiglia, i miei amici, lacrime, sorrisi, sguardi che varie persone mi hanno regalato nel corso della mia vita... ma anche la curiosità di conoscere altro, la voglia di cambiare e di crescere... oltre alla speranza di poterlo fare sempre...
Questo è stato per me fare una valigia e andare...
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