sabato 29 novembre 2008

Viaje al Norte argentino

Difficile descrivere tutto quello che può accompagnare un viaggio... però adesso qui sono le dodici di sera ed una leggera pioggia accompagna la mia voglia di raccogliere un po' i miei pensieri su questo viaggio al Nord dell'Argentina terminato solo da qualche giorno... intanto mi chiedo da dove cominciare... e la prima cosa che mi affiora alla mente sono le mie compagne di viaggio spagnole! Olalla, Diana e Carmen... "buena onda" si dice da ste parti per rendere l'idea di una situazione ok dove tutto scorre senza problemi... proprio come immagino possa essere una buona onda per un serfista! Anche qui vale, avviamente, la legge dell'istinto che ti guida nella scelta di coloro che un giorno saranno un bel ricordo da raccontare... fondamentale per me essere circondata da persone con cui posso stare "nel e con il mio silenzio" senza però sentirmi sola... in autobus verso Tucuman l'ho vissuta molto questa sensazione... mentre lo sfondo a questo mio silenzio interiore era semplicemente un cielo che sfumava, attraverso un sottile e delicato tramonto, nella notte... intanto mi ricordavo come da bambina, quando andavo in macchina, rimanessi letteralmente affascinata dall'impressione della costanza del cielo nell'accompagnarmi assieme alla mutevolezza del paesaggio che cambiava ad una velocità tale da insegnarmi vividamente il senso del tempo che scorre... mi immaginavo così come sarei stata nelle varie tappe della mia vita... così che mi ritrovavo con l'immagine di quella bambina che pensava a come sarebbe diventata... "sono sulla strada giusta" mi sono detta, come quella che mi stava portando verso luoghi sconosciuti con la certezza tuttavia che, in qualche modo, avrebbero lasciato un segno... cado in un sonno profondo svegliandomi il mattino seguente con un sole allegro che mi regalava il primo sorriso della giornata... assolutamente dentro il mio viaggio... nel corso dei giorni varie persone hanno caratterizzato quest'avventura... ovviamente insieme a dei paesaggi straordinari in grado di parlarti dentro... una persona in particolare però mi è rimasta impressa nella mente... allora... eravamo a visitare Quebrada de las Conchas (vicino Cafayate)*, entriamo in una specie di grotta... dentro due uomini e un ragazzino suonavano e cantavano una musica assolutamente in sintonia con il contesto... montagne, rocce, vento, sole, silenzio, natura e ancora natura... mi siedo al centro di questo spazio e ascolto guardando soprattutto un signore che canta e suona la chitarra... mi emoziono e ci guardiamo... non resisto e mi vado a comprare il cd... Gerardo (così si chiama) mi abbraccia e con un sorriso fantastico, vivace e con pochi denti mi dice "la mi reina, te quiero mucho"... lo ringrazio e raggiungo le mie compagne ormai fuori dalla grotta... a questo punto rimaniamo sole, e ci sediamo per terra in attesa dell'ennesimo autobus, con i nostri zaini... alle nostre spalle un albero, al centro una strada che non lasciava intravedere il suo inizio e la sua fine, e di fronte i miei colori preferiti... l'arancione dentro il viola, con un po' di azzurro, e di blue... un tramonto che mi accarezzava... e poi arriva lui che si avvicina pian piano, quasi rispettoso dei nostri tempi nel capire se lo volevamo o meno nel nostro cerchio... ci sorridiamo... a quel punto la curiosità di parlarci era troppo più forte della paura di un estraneo... un uomo con la barba, sui 60 anni portati male, con qualche moscerino che gironzolava intorno al suo viso... con delle rughe e degli occhi che parlavano di una vita incredibile, piena, difficile e sofferta ma che tuttavia avevano un loro equilibrio trasmettendo un eco di pace faticosamente conquistata... gli offro una mela (è troppo carina questa immagine della mela!) che non ha mangiato subito dicendomi che l'avrebbe tenuta fuori nella notte così che avrebbe potuto gustarla fresca il giorno dopo... arriva il nostro autobus... e Gerardo, con la sua chitarra sulle spalle che sembra essere la sua compagna più fidata, torna sulla sua strada verso la sua casa circondata da montagne... lo guardo l'ultima volta dal finestrino... e rimango per un po' immaginando questa mela che si rinfesca durante la notte...





*Vd Google Immagini se ti interessa, che non c'ho voglia di entrare nei dettagli, anche perchè è tardi!

sabato 15 novembre 2008

Esta puedo solo cuentarla!

Questa posso solo raccontarla... Giovedì poco prima di uscire di casa (alle 6.30pm) ho guardato la mia macchina fotografica e mi sono detta "non la prendo, tanto non mi serve... vado al gruppo e torno subito a casa"... finito il gruppo circa alle h.23.00 una mia amica mi chiede di raggiungere un suo amico in un posto di cui non ne ho la più pallida idea... un posto, devo dire, molto particolare con dentro un piano e una chitarra per cui se ti gira la vena creativa puoi prendere e iniziare a suonare... insomma puoi fare un po' come cazzo ti pare... così verso la fine della serata e verso l'ennesima birra un tipo comincia a suonare... lo guardo e lui si avvicina cantando "Yo soy un loco que se diò cuenta que el tiempo es muy poco"... Ivan si chiama... chiudiamo letteralmente il locale... mentre la mia amica prende il suo taxi io ero un po' impaurita nell'attesa che ne sbucasse un altro su questa strada dove eravamo che era abbastanza isolata... dall'altro lato, a qualche metro di distanza, c'era Ivan alle prese con la sua bicicletta... ah ah ah... lo chiamo e gli chiedo di aspettare con me giusto il tempo di aspettare il mio taxi... ah ah ah... a questo punto la domanda è: Se uno ti propone di tornare in bicicletta con lui, attraversando mezza Buenos Aires, si può rifiutare??? No... decisamente questa non potevo perdermela... allora eccomi sulla sua bicicletta, seduta con le gambe da un lato davanti a sto cristiano, in piena notte attraverso delle strade per me assolutamente sconosciute... ho rosicato per la macchina fotografica che non avevo... così che questa piccola e speciale parte della pellicola della mia vita posso solo raccontarla e scriverla... ho passato una delle ore più belle e originali del mio tempo... un'ora in bici con una persona che non conosci crea, per la peculiarità della situazione, un'atmosfera molto intima... in questi casi la fiducia non c'è da conquistarla... c'è solo da sentirla... con quelle antenne un po' speciali che tutti abbiamo che ti fanno capire in meno di un secondo se una persona va bene o no... niente mezze misure... allora intanto che il povero Ivan pedalava per tutti e due, mentre io me la spassavo godendomi il panorama che lentamente cambiava il suo sfondo, abbiamo parlato anche di questo, ovvero della fiducia che dai ad una persona sulla base del tuo solo istinto... che situazione surreale se ci penso! Che bello che è stato...

Ps. alla fine il tipo c'ha anche un po' provato... ma poverino se n'è andato chissà forse pensando che aveva pedalato invano! ah ah ah... penso però che il tutto sia stato un po' magico anche per lui...