Ok… ci siamo. Il natale è davvero alle porte, e quest’anno si tratta di un natale davvero atipico. Per la città ci sono alberi di natale ovunque con tutti i suoi vari accessori… il fruttivendolo vende angurie, albicocche, pesche, prugne… i classici frutti accompagnati dal sole… che strano! Per la prima volta non passerò il Natale nella mia famiglia anche se ho trovato una famiglia qui che mi ha momentaneamente adottato. Sono in una casa di campagna… il sole, un prato, un’amaca e un’atmosfera assolutamente naturale… la radio canta e tutto scorre… mi sembra l’inizio di un nuovo capitolo, il primo però di un nuovo libro che aspetta di essere scritto… intanto, a tratti, mi ritrovo a sfogliare le pagine della mia vita fino a qui… quando sei lontanto ti sembra di vedere le cose da una distanza tale da fartele vedere, paradossalmente, più da vicino… e questo mi permette di dare un valore nuovo a tutti quei natali passati nella mia famiglia… mia madre che cucina tutto il giorno come se stesse per partorire la creazione più bella del mondo, mio padre che torna all’ora di pranzo con quella sua solita faccia che ti fa sorridere e dire “wembà!”, mio fratello ed io che puntualmente veniamo svegliati da qualche cugino più mattiniero di noi, e via a fare colazione con il pranzo di Natale… per non parlare di quell’attesa infinita delle mie due cugine, Gianna e Mally… Zia Lucia che dice “chiama Mally, vedi dove sta?! Falla venire”… che bello! Mi manca tutto questo, ma allo stesso tempo questa mia momentanea assenza mi fa sentire più vicino a tutto questo e me lo fa apprezzare di più… con il cuore sono là… così come con la mia amata “casa famiglia” che è sempre con me… la mia forza e il mio coraggio…
Che dire?… Buon Natale a tutti quelli che fanno parte della mia vita… di cuore.
Lucrezia
martedì 23 dicembre 2008
venerdì 12 dicembre 2008
Viernes a la noche...
Venerdì sera... e una camera diventa un mondo... non serve tanto... due persone si incontrano e cominciamo semplicemente a parlare... sullo sfondo la foto di un desktop dove un pagliaccio e una ragazza stanno per darsi un bacio in una piazza di Roma... la foto un po' ritoccata da l'idea di trasformare i san pietrini in un mare che li lascia abbanonarsi al momento... al lato una trombetta, una nota divertita in grado di strappare un sorriso... intanto penso che non ci si incontra mai per caso... le persone si avvicinano perchè respirano in modo simile... e il respiro da una certa tonalità alla luce degli occhi, al colore della pelle, all'intensità di uno sguardo così come di un sorriso... e il dolore, dal canto suo, nella sua versione più pura crea una certa "armonia" in questa musica del respiro... un po' come unire con una linea le note di uno spartito creando come un'onda... la mia onda questa notte è stata armonica come il suono del mare quando ti accompagna regalandoti una tranquillità assolutamente naturale... il letto si trasforma in una barca... come quella dei pescatori che vanno un po' al largo a pescare... noi cercavamo di pescare un senso... il proprio... ognuno ce l'ha... e per me è lì, nella pancia... come un insieme di tante pitture colorate che giocano unite tra loro... intanto crescono e quando sono belle dense e piene spingono per uscire e dare un colore unico e speciale alle pareti che incontra... fare emergere i propri colori... ho sempre avuto, fin da bambina, quella sensazione di inseguire la libertà... e mi sono ritrovata in questi mesi a Buenos Aires, mentre camminavo per la strada con una valanga di rumori e cascate di persone che mi scorrevano accanto, a chiedermi cosa fosse la "libertà"... per quanto mi sforzassi non riuscivo a trovare una risposta... mi passavano per la mente un sacco di cose, tra l'altro pensavo che avrei voluto scrivere un post su questo... giorni e giorni, camminate, pensieri... e niente... mi sembrava di non venirne a capo... pensavo inizialmente che forse non esisteva perchè siamo in un mondo troppo vincolato dal denaro... ma non sono riuscita ad accontentarmi di questa risposta... poi ho cominciato a pensare di poterla trovare nella musica, in particolare nei musicisti... anche questa, però, non mi andava bene, perchè la musica paradossalmente può diventare una schiavitù e alla meglio regalarti una illusione di libertà... intanto continuavo a camminare e a pensare... e mi è venuta in mente una frase di una tipa che una volta, in un gruppo di teatroterapia, mi ha detto "la libertà è uno stato d'animo"... ok, mi piace, ci sono vicina... ma sempre sentivo che mi mancava qualcosa... "ma come ci arrivo a questo stato d'animo?"... (-è per questo che sono sbadata, quando sembro assente è che sto pensando a tutte queste cose -) ... credo di averla pescata una risposta oggi...
... fare emergere i propri colori... è lei, mi piace!
Grazie Amalia...
... fare emergere i propri colori... è lei, mi piace!
Grazie Amalia...
Iscriviti a:
Post (Atom)
