Questa posso solo raccontarla... Giovedì poco prima di uscire di casa (alle 6.30pm) ho guardato la mia macchina fotografica e mi sono detta "non la prendo, tanto non mi serve... vado al gruppo e torno subito a casa"... finito il gruppo circa alle h.23.00 una mia amica mi chiede di raggiungere un suo amico in un posto di cui non ne ho la più pallida idea... un posto, devo dire, molto particolare con dentro un piano e una chitarra per cui se ti gira la vena creativa puoi prendere e iniziare a suonare... insomma puoi fare un po' come cazzo ti pare... così verso la fine della serata e verso l'ennesima birra un tipo comincia a suonare... lo guardo e lui si avvicina cantando "Yo soy un loco que se diò cuenta que el tiempo es muy poco"... Ivan si chiama... chiudiamo letteralmente il locale... mentre la mia amica prende il suo taxi io ero un po' impaurita nell'attesa che ne sbucasse un altro su questa strada dove eravamo che era abbastanza isolata... dall'altro lato, a qualche metro di distanza, c'era Ivan alle prese con la sua bicicletta... ah ah ah... lo chiamo e gli chiedo di aspettare con me giusto il tempo di aspettare il mio taxi... ah ah ah... a questo punto la domanda è: Se uno ti propone di tornare in bicicletta con lui, attraversando mezza Buenos Aires, si può rifiutare??? No... decisamente questa non potevo perdermela... allora eccomi sulla sua bicicletta, seduta con le gambe da un lato davanti a sto cristiano, in piena notte attraverso delle strade per me assolutamente sconosciute... ho rosicato per la macchina fotografica che non avevo... così che questa piccola e speciale parte della pellicola della mia vita posso solo raccontarla e scriverla... ho passato una delle ore più belle e originali del mio tempo... un'ora in bici con una persona che non conosci crea, per la peculiarità della situazione, un'atmosfera molto intima... in questi casi la fiducia non c'è da conquistarla... c'è solo da sentirla... con quelle antenne un po' speciali che tutti abbiamo che ti fanno capire in meno di un secondo se una persona va bene o no... niente mezze misure... allora intanto che il povero Ivan pedalava per tutti e due, mentre io me la spassavo godendomi il panorama che lentamente cambiava il suo sfondo, abbiamo parlato anche di questo, ovvero della fiducia che dai ad una persona sulla base del tuo solo istinto... che situazione surreale se ci penso! Che bello che è stato...
Ps. alla fine il tipo c'ha anche un po' provato... ma poverino se n'è andato chissà forse pensando che aveva pedalato invano! ah ah ah... penso però che il tutto sia stato un po' magico anche per lui...
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3 commenti:
Ti ho immaginato. Andre
tuo fratello mi ha appena detto che hai un blog ed eccomi qui, ho letto tutto d'un fiato.
Non ci crederai, ma ho le lacrime agli occhi... sei veramente cresciuta!!!! Scrivi in un modo fantastico... riesci a far provare a chi legge parte delle emozioni che hai vissuto.
Quando torni dobbiamo assolutamente vederci. Continua a raccontare le tue esperienze...Marino
Già me lo vedo il poveretto che pedala mentre tu te la ridi ad ogni salita.
Comunque, se con la fotocamera puoi rivivere più intensamente il ricordo (ne hai "un pezzo" davanti agli occhi), senza ti concentri di piú su ciò che vivi, la machinetta distrae un po' a volte..
un abbraccio La Lú!
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